Responsabilità Professionale: i Senatori Veneti incontrano Obiettivo Ippocrate

Responsabilità Professionale: i Senatori Veneti incontrano Obiettivo Ippocrate

Ho ritenuto di promuovere questo incontro nell’interesse dei cittadini, i quali sono i primi toccati dalle conseguenze di queste scelte normative, che vanno incidere sulla qualità dei servizi, che vengono resi quotidianamente nel nostro servizio sanitario. La Commissione Sociale del Comune di Vicenza, che nei mesi scorsi si è riunita più volte per affrontare le questioni della sanità, intende continuare a seguire la questione, monitorando la situazione ed offrendo un luogo di confronto e dialogo.”  [ Raffaele Colombara – Presidente Commissione Sociale del Comune di Vicenza ]

 

Presso la Commissione Sociale del Comune di Vicenza, Obiettivo Ippocrate, ha incontrato i Sen. Dalla Tor (AP NCD-UDC)Filippin (PD), Gaetti (M5S), Stefani (LN-Aut) ed il Sig. Ruzzato, collaboratore della Sen.ce Puppato (PD). Al tavolo erano inoltre presenti il Prof. Rodriguez, Ordinario di Medicina Legale dell’Università di Padova e l’Avv. Alessia Gonzati, legale di Obiettivo Ippocrate. L’incontro coincide con l’avvicinarsi del 5 maggio, termine ultimo per la presentazione in Senato degli emendamenti al Ddl Gelli sulla responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari). Questo evento rappresenta un ulteriore passo nel cammino intrapreso da Obiettivo Ippocrate verso il corretto inquadramento della responsabilità professionale del personale sanitario a tutela di ogni singolo cittadino, per la garanzia alle migliori cure possibili per ogni malato. I Senatori presenti hanno perfettamente colto la criticità dell’attuale situazione e gli ulteriori pericoli futuri, non tanto o non solo per gli operatori sanitari, quanto soprattutto per i pazienti e quindi, potenzialmente, per ogni singolo individuo. E’ chiaro che se al medico non verrà permesso di lavorare con la giusta serenità, e quindi tutela, necessarie ad affrontare situazioni complesse, difficili, con peculiarità individuali per ciascun paziente, le principali conseguenze e ricadute riguarderanno proprio i nostri malati. Infatti è proprio quando la scelta è ardua o deve essere compiuta in pochi minuti se non pochi secondi, che il medico deve essere posto nelle condizioni di agire nel migliore modo possibile per il proprio malato, libero da pesi o da minacce che ne possono indirizzare il comportamento, anche solo a livello inconscio, più verso l’autotutela, che verso l’impegno a compiere ogni gesto possibile per la massima difesa della salute di ciascuno di noi.    I medici di Obbiettivo Ippocrate hanno ribadito la volontà di non volersi piegare a quello che, sembra, un progetto di ridimensionamento del diritto “alla cura migliore possibile”, hanno rinnovato il pressante invito a fare tutto ciò che è nel potere dei legislatori affinché non vengano legate le mani a tutte le professioni sanitarie, ed hanno soprattutto voluto chiarire che, se la volontà politica è questa, sarà dovere e compito di chi l’ha deciso dirlo ai cittadini, non saranno certo i medici e le altre professioni sanitarie a farsi portavoce passivi di una scelta, non solo non condivisa, ma chiaramente osteggiata da parte nostra.  Non saremo certo noi a dire ai nostri malati che verranno in ospedale ad essere curati peggio e a morire di più, perché non ne saremo i responsabili pur diventandone tristemente ed inesorabilmente gli esecutori.   Al termine del confronto tutti i Senatori hanno garantito il loro impegno per sensibilizzare i Colleghi al Senato e per attivarsi, in prima persona, affinché al Ddl Gelli vengano inseriti i correttivi necessari in questo senso, utilizzando anche gli emendamenti già depositati la settimana scorsa, in Commissione Igiene e Sanità del Senato, dall’Ufficio Legale di Obiettivo Ippocrate.  Desidero ringraziare tutti i partecipanti e chi ci ha ospitato, per il contributo apportato e perché, pur di professioni diverse ed appartenenze politiche diverse, siamo riusciti a parlare con la stessa lingua, con la stessa convinzione e con la stessa emotività, di un problema dal quale nessuno purtroppo deve sentirsi immune: la necessità e la consapevolezza di meritarci le cure migliori possibili.

 
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